
Sala Mostre Cooperativa Ceramica
Sala Mostre Cooperativa Ceramica
Sala Mostre Cooperativa Ceramica
Stato:
Stato:
Completato
Completato
Anno:
Anno:
2011-2013
2011-2013
Tipologia:
Tipologia:
Tipologia:
Showroom
Showroom
Dimensione:
Dimensione:
3.220 m²
3.220 m²
Cliente:
Cliente:
Imola Ceramica
Imola Ceramica
Ubicazione:
Ubicazione:
Ubicazione:
Imola
Imola





Lo stabilimento della Cooperativa Ceramica di Imola, organismo architettonico estremamente complesso, fu edificato per fasi durante gli anni della fiorente vita del marchio, ai vertici nella produzione di materiale ceramico per l’architettura e il design. La necessità di ingrandire ulteriormente la produzione ha reso necessario lo spostamento degli stabilimenti produttivi provocando la dismissione degli ampi volumi risalenti alla metà degli anni ’50.
La ridefinizione di quest’area produttiva inserita nel tessuto residenziale cittadino, a pochi passi dal centro storico, diventa un’importante occasione di riqualificazione urbana che nasce dal valore intrinseco delle architetture industriali. Queste, considerate testimonianza storica della vita dell’azienda, conservano le tracce nella struttura e nella spazialità tipica estremamente affascinante.
Il progetto della sala mostre è la prima parte di un processo più ampio volto a rivitalizzare l’intera area in differenti fasi temporali e a valorizzare l’identità dell’azienda grazie ad uno spazio capace di coniugare passato e presente.
Lo stabilimento della Cooperativa Ceramica di Imola, organismo architettonico estremamente complesso, fu edificato per fasi durante gli anni della fiorente vita del marchio, ai vertici nella produzione di materiale ceramico per l’architettura e il design. La necessità di ingrandire ulteriormente la produzione ha reso necessario lo spostamento degli stabilimenti produttivi provocando la dismissione degli ampi volumi risalenti alla metà degli anni ’50.
La ridefinizione di quest’area produttiva inserita nel tessuto residenziale cittadino, a pochi passi dal centro storico, diventa un’importante occasione di riqualificazione urbana che nasce dal valore intrinseco delle architetture industriali. Queste, considerate testimonianza storica della vita dell’azienda, conservano le tracce nella struttura e nella spazialità tipica estremamente affascinante.
Il progetto della sala mostre è la prima parte di un processo più ampio volto a rivitalizzare l’intera area in differenti fasi temporali e a valorizzare l’identità dell’azienda grazie ad uno spazio capace di coniugare passato e presente.
Un diaframma in acciao Corten ridisegna il fronte d’ingresso dell’ex stabilimento produttivo della Cooperativa Ceramica d’Imola attraverso un volume semplice che si accosta armoniosamente alla preesistenza, iniziando quel dialogo continuo tra nuovo e preesistente che accompagna ogni parte dell’intervento.
All’interno dello spazio industriale dismesso prendono invece vita nuovi spazi espositivi progettati nell’arco di tre anni in tre differenti fasi. L’impianto planimetrico è definito da due campate dell’edificio preesistente, che rispettivamente sottendono le aree espositive: lasciando intatto l’involucro vengono inseriti nuovi setti che si muovono liberi nello spazio svincolandosi rispettosamente dalla struttura esistente.
Un diaframma in acciao Corten ridisegna il fronte d’ingresso dell’ex stabilimento produttivo della Cooperativa Ceramica d’Imola attraverso un volume semplice che si accosta armoniosamente alla preesistenza, iniziando quel dialogo continuo tra nuovo e preesistente che accompagna ogni parte dell’intervento.
All’interno dello spazio industriale dismesso prendono invece vita nuovi spazi espositivi progettati nell’arco di tre anni in tre differenti fasi. L’impianto planimetrico è definito da due campate dell’edificio preesistente, che rispettivamente sottendono le aree espositive: lasciando intatto l’involucro vengono inseriti nuovi setti che si muovono liberi nello spazio svincolandosi rispettosamente dalla struttura esistente.
La prima sala è caratterizzata dal grande spazio centrale dai connotati naturalistici, che sottolinea la sensibilità dell’azienda nei confronti di una produzione ecologica e sostenibile. L’atrio di ingresso è circondato da una sequenza di pareti verdi che delimitano un sistema di piccole stanze espositive connesse tra loro.
La seconda area si articola in una spazialità più ampia e trova la sua caratterizzazione nelle corti vetrate collocate in corrispondenza di grandi lucernari aperti appositamente sulla copertura. Questa lascia poi spazio alla sequenza dei nuovi volumi rivestiti esternamente da una fitta successione di ceramiche smaltate caratterizzate da diversi pigmenti colorati e prodotte dal laboratorio artistico della ditta. Tali nuove strutture dalle forme pure sottendono ambiti ristretti che accolgono l’esposizione dei prodotti. Il piano rialzato ospita uno spazio polifunzionale pensato per la consultazione dei cataloghi e per particolari eventi. Il rapporto dimensionale tra i nuovi volumi architettonici e l'involucro preesistente crea un dialogo continuo che testimonia la storia dell'edificio.
La terza area mostra una sequenza di volumi che si inserisce nella preesistenza evocando la spazialità urbana. Il corten mantiene continuità visiva e formale con l’esterno e con il progetto.
La prima sala è caratterizzata dal grande spazio centrale dai connotati naturalistici, che sottolinea la sensibilità dell’azienda nei confronti di una produzione ecologica e sostenibile. L’atrio di ingresso è circondato da una sequenza di pareti verdi che delimitano un sistema di piccole stanze espositive connesse tra loro.
La seconda area si articola in una spazialità più ampia e trova la sua caratterizzazione nelle corti vetrate collocate in corrispondenza di grandi lucernari aperti appositamente sulla copertura. Questa lascia poi spazio alla sequenza dei nuovi volumi rivestiti esternamente da una fitta successione di ceramiche smaltate caratterizzate da diversi pigmenti colorati e prodotte dal laboratorio artistico della ditta. Tali nuove strutture dalle forme pure sottendono ambiti ristretti che accolgono l’esposizione dei prodotti. Il piano rialzato ospita uno spazio polifunzionale pensato per la consultazione dei cataloghi e per particolari eventi. Il rapporto dimensionale tra i nuovi volumi architettonici e l'involucro preesistente crea un dialogo continuo che testimonia la storia dell'edificio.
La terza area mostra una sequenza di volumi che si inserisce nella preesistenza evocando la spazialità urbana. Il corten mantiene continuità visiva e formale con l’esterno e con il progetto.




































Lo stabilimento della Cooperativa Ceramica di Imola, organismo architettonico estremamente complesso, fu edificato per fasi durante gli anni della fiorente vita del marchio, ai vertici nella produzione di materiale ceramico per l’architettura e il design. La necessità di ingrandire ulteriormente la produzione ha reso necessario lo spostamento degli stabilimenti produttivi provocando la dismissione degli ampi volumi risalenti alla metà degli anni ’50.
La ridefinizione di quest’area produttiva inserita nel tessuto residenziale cittadino, a pochi passi dal centro storico, diventa un’importante occasione di riqualificazione urbana che nasce dal valore intrinseco delle architetture industriali. Queste, considerate testimonianza storica della vita dell’azienda, conservano le tracce nella struttura e nella spazialità tipica estremamente affascinante.
Il progetto della sala mostre è la prima parte di un processo più ampio volto a rivitalizzare l’intera area in differenti fasi temporali e a valorizzare l’identità dell’azienda grazie ad uno spazio capace di coniugare passato e presente.
Lo stabilimento della Cooperativa Ceramica di Imola, organismo architettonico estremamente complesso, fu edificato per fasi durante gli anni della fiorente vita del marchio, ai vertici nella produzione di materiale ceramico per l’architettura e il design. La necessità di ingrandire ulteriormente la produzione ha reso necessario lo spostamento degli stabilimenti produttivi provocando la dismissione degli ampi volumi risalenti alla metà degli anni ’50.
La ridefinizione di quest’area produttiva inserita nel tessuto residenziale cittadino, a pochi passi dal centro storico, diventa un’importante occasione di riqualificazione urbana che nasce dal valore intrinseco delle architetture industriali. Queste, considerate testimonianza storica della vita dell’azienda, conservano le tracce nella struttura e nella spazialità tipica estremamente affascinante.
Il progetto della sala mostre è la prima parte di un processo più ampio volto a rivitalizzare l’intera area in differenti fasi temporali e a valorizzare l’identità dell’azienda grazie ad uno spazio capace di coniugare passato e presente.
Un diaframma in acciao Corten ridisegna il fronte d’ingresso dell’ex stabilimento produttivo della Cooperativa Ceramica d’Imola attraverso un volume semplice che si accosta armoniosamente alla preesistenza, iniziando quel dialogo continuo tra nuovo e preesistente che accompagna ogni parte dell’intervento.
All’interno dello spazio industriale dismesso prendono invece vita nuovi spazi espositivi progettati nell’arco di tre anni in tre differenti fasi. L’impianto planimetrico è definito da due campate dell’edificio preesistente, che rispettivamente sottendono le aree espositive: lasciando intatto l’involucro vengono inseriti nuovi setti che si muovono liberi nello spazio svincolandosi rispettosamente dalla struttura esistente.
La prima sala è caratterizzata dal grande spazio centrale dai connotati naturalistici, che sottolinea la sensibilità dell’azienda nei confronti di una produzione ecologica e sostenibile. L’atrio di ingresso è circondato da una sequenza di pareti verdi che delimitano un sistema di piccole stanze espositive connesse tra loro.
La seconda area si articola in una spazialità più ampia e trova la sua caratterizzazione nelle corti vetrate collocate in corrispondenza di grandi lucernari aperti appositamente sulla copertura. Questa lascia poi spazio alla sequenza dei nuovi volumi rivestiti esternamente da una fitta successione di ceramiche smaltate caratterizzate da diversi pigmenti colorati e prodotte dal laboratorio artistico della ditta. Tali nuove strutture dalle forme pure sottendono ambiti ristretti che accolgono l’esposizione dei prodotti. Il piano rialzato ospita uno spazio polifunzionale pensato per la consultazione dei cataloghi e per particolari eventi. Il rapporto dimensionale tra i nuovi volumi architettonici e l'involucro preesistente crea un dialogo continuo che testimonia la storia dell'edificio.
La terza area mostra una sequenza di volumi che si inserisce nella preesistenza evocando la spazialità urbana. Il corten mantiene continuità visiva e formale con l’esterno e con il progetto.
La prima sala è caratterizzata dal grande spazio centrale dai connotati naturalistici, che sottolinea la sensibilità dell’azienda nei confronti di una produzione ecologica e sostenibile. L’atrio di ingresso è circondato da una sequenza di pareti verdi che delimitano un sistema di piccole stanze espositive connesse tra loro.
La seconda area si articola in una spazialità più ampia e trova la sua caratterizzazione nelle corti vetrate collocate in corrispondenza di grandi lucernari aperti appositamente sulla copertura. Questa lascia poi spazio alla sequenza dei nuovi volumi rivestiti esternamente da una fitta successione di ceramiche smaltate caratterizzate da diversi pigmenti colorati e prodotte dal laboratorio artistico della ditta. Tali nuove strutture dalle forme pure sottendono ambiti ristretti che accolgono l’esposizione dei prodotti. Il piano rialzato ospita uno spazio polifunzionale pensato per la consultazione dei cataloghi e per particolari eventi. Il rapporto dimensionale tra i nuovi volumi architettonici e l'involucro preesistente crea un dialogo continuo che testimonia la storia dell'edificio.
La terza area mostra una sequenza di volumi che si inserisce nella preesistenza evocando la spazialità urbana. Il corten mantiene continuità visiva e formale con l’esterno e con il progetto.
Progetto architettonico:
Progetto architettonico:
Alessandro Bucci Architetti
Alessandro Bucci Architetti
Progetto strutturale:
Progetto strutturale:
Ingegnere Gian Paolo Samorì
Ingegnere Gian Paolo Samorì
Progetto impiantistico:
Progetto impiantistico:
Gian Luca Baldissara
Gian Luca Baldissara
Fotografie:
Fotografie:
© Pietro Savorelli
© Pietro Savorelli
(Altri progetti)



