L’area Cimatti è ubicata ai margini del centro storico della città di Faenza, a diretto contatto con i resti delle antiche mura che cingevano il Bordo Durbecco e aperta su un grande parco, in posizione ideale per un insediamento che ambisce a restituire valenze di “luogo urbano” a un’area degradata.

Il progetto si pone come obiettivi la ricucitura del tessuto edilizio, la riproposizione dell’importanza della strada esistente, il recupero dell’immagine di corte protetta interna, la separazione dei percorsi ciclopedonali e carrabili, il loro collegamento a quelli esistenti; infine, la valorizzazione della piantumazione secolare, assunta come centro generatore del progetto.

L’area Cimatti è ubicata ai margini del centro storico della città di Faenza, a diretto contatto con i resti delle antiche mura che cingevano il Bordo Durbecco e aperta su un grande parco, in posizione ideale per un insediamento che ambisce a restituire valenze di “luogo urbano” a un’area degradata.

Il progetto si pone come obiettivi la ricucitura del tessuto edilizio, la riproposizione dell’importanza della strada esistente, il recupero dell’immagine di corte protetta interna, la separazione dei percorsi ciclopedonali e carrabili, il loro collegamento a quelli esistenti; infine, la valorizzazione della piantumazione secolare, assunta come centro generatore del progetto.

La volumetria dell’intervento è suddivisa in tre copri di fabbrica, due a carattere residenziale, il terzo con funzioni di centro diurno per anziani e residenza protetta. L’edificio prospiciente la strada principale, a destinazione residenziale con i suoi tre piani fuori terra, è attraversato da un varco centrale al piano terra che costituisce il principale ingresso pedonale al complesso e al parco.  L’altro edificio residenziale posto all’interno si eleva per quattro piani fuori terra mentre il centro anziani si caratterizza per il centro di assistenza diurno al piano terra e tre mini appartamenti al primo piano.  Un pergolato metallico collegato agli spazi comuni amplia la superficie fruibile del centro diurno durante i mesi estivi.

La volumetria dell’intervento è suddivisa in tre copri di fabbrica, due a carattere residenziale, il terzo con funzioni di centro diurno per anziani e residenza protetta. L’edificio prospiciente la strada principale, a destinazione residenziale con i suoi tre piani fuori terra, è attraversato da un varco centrale al piano terra che costituisce il principale ingresso pedonale al complesso e al parco.  L’altro edificio residenziale posto all’interno si eleva per quattro piani fuori terra mentre il centro anziani si caratterizza per il centro di assistenza diurno al piano terra e tre mini appartamenti al primo piano.  Un pergolato metallico collegato agli spazi comuni amplia la superficie fruibile del centro diurno durante i mesi estivi.

La molteplicità sociale dell’utenza è il punto di forza di questo ambito insediativo. I vari nuclei familiari ritrovano molteplici possibilità di incontro e scambio nella corte creata dalla disposizione degli edifici. Le funzioni si integrano seguendo la logica dell’aggregazione di diverse figure, sia per quanto riguarda gli utilizzi proposti, che per la gestione del complesso.

La molteplicità sociale dell’utenza è il punto di forza di questo ambito insediativo. I vari nuclei familiari ritrovano molteplici possibilità di incontro e scambio nella corte creata dalla disposizione degli edifici. Le funzioni si integrano seguendo la logica dell’aggregazione di diverse figure, sia per quanto riguarda gli utilizzi proposti, che per la gestione del complesso.

L’area Cimatti è ubicata ai margini del centro storico della città di Faenza, a diretto contatto con i resti delle antiche mura che cingevano il Bordo Durbecco e aperta su un grande parco, in posizione ideale per un insediamento che ambisce a restituire valenze di “luogo urbano” a un’area degradata.

Il progetto si pone come obiettivi la ricucitura del tessuto edilizio, la riproposizione dell’importanza della strada esistente, il recupero dell’immagine di corte protetta interna, la separazione dei percorsi ciclopedonali e carrabili, il loro collegamento a quelli esistenti; infine, la valorizzazione della piantumazione secolare, assunta come centro generatore del progetto.

L’area Cimatti è ubicata ai margini del centro storico della città di Faenza, a diretto contatto con i resti delle antiche mura che cingevano il Bordo Durbecco e aperta su un grande parco, in posizione ideale per un insediamento che ambisce a restituire valenze di “luogo urbano” a un’area degradata.

Il progetto si pone come obiettivi la ricucitura del tessuto edilizio, la riproposizione dell’importanza della strada esistente, il recupero dell’immagine di corte protetta interna, la separazione dei percorsi ciclopedonali e carrabili, il loro collegamento a quelli esistenti; infine, la valorizzazione della piantumazione secolare, assunta come centro generatore del progetto.

La volumetria dell’intervento è suddivisa in tre copri di fabbrica, due a carattere residenziale, il terzo con funzioni di centro diurno per anziani e residenza protetta. L’edificio prospiciente la strada principale, a destinazione residenziale con i suoi tre piani fuori terra, è attraversato da un varco centrale al piano terra che costituisce il principale ingresso pedonale al complesso e al parco.  L’altro edificio residenziale posto all’interno si eleva per quattro piani fuori terra mentre il centro anziani si caratterizza per il centro di assistenza diurno al piano terra e tre mini appartamenti al primo piano.  Un pergolato metallico collegato agli spazi comuni amplia la superficie fruibile del centro diurno durante i mesi estivi.

La molteplicità sociale dell’utenza è il punto di forza di questo ambito insediativo. I vari nuclei familiari ritrovano molteplici possibilità di incontro e scambio nella corte creata dalla disposizione degli edifici. Le funzioni si integrano seguendo la logica dell’aggregazione di diverse figure, sia per quanto riguarda gli utilizzi proposti, che per la gestione del complesso.

La molteplicità sociale dell’utenza è il punto di forza di questo ambito insediativo. I vari nuclei familiari ritrovano molteplici possibilità di incontro e scambio nella corte creata dalla disposizione degli edifici. Le funzioni si integrano seguendo la logica dell’aggregazione di diverse figure, sia per quanto riguarda gli utilizzi proposti, che per la gestione del complesso.

Progetto architettonico:

Progetto architettonico:

Alessandro Bucci Architetti

Alessandro Bucci Architetti

Progetto strutturale:

Progetto strutturale:

Marco Peroni Ingegneria

Marco Peroni Ingegneria

Progetto impiantistico:

Progetto impiantistico:

Ingegnere Massimo Alberti

Ingegnere Massimo Alberti

Fotografie:

Fotografie:

© Giovanni de Sandre

© Giovanni de Sandre

Pubblicazioni:

Pubblicazioni:

Almanacco di Casabella | Paesaggio urbano | Costruire in Laterizio | Architettura sostenibile e Laterizio

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